Ophrys apifera Huds.

L’Ofride fior d’ape deve il suo nome alle sembianze dei fiori, che alludono nelle forme e nei colori agli insetti Imenotteri. Questa non è solo una casualità: le orchidee del genere Ophrys sono infatti abili ingannatrici e per riprodursi mettono in gioco una vera e propria trappola sessuale. Gli insetti maschi vengono attratti efficacemente dalle fattezze dei fiori che ricordano in ogni particolare delle femmine intente a succhiare nettare. Inoltre, per completare il sottile inganno queste piante emanano delle sostanze volatili (feromoni) che stimolano sessualmente i maschi ad aggrapparsi saldamente. 

Nel tentativo di accoppiarsi raccoglieranno sul loro corpo le masse polliniche che viaggeranno con lo stesso meccanismo al fiore successivo. L’Ofride fior d’ape, tuttavia, di regola si riproduce autonomamente: le masse polliniche portate da sottili filamenti nella parte alta del fiore, cedono lentamente in modo da entrare in contatto con l’organo femminile e assicurare la produzione di seme anche in assenza di impollinatori. 

Ophrys apifera cresce in piena luce o a mezz’ombra, in una grande varietà di ambienti (prati, pascoli, cespuglieti). La fioritura va da maggio a luglio a seconda della quota.

È diffusa in tutta la regione ma è sempre maggiormente minacciata dall’urbanizzazione, dall’abbandono delle tradizionali pratiche agro-silvo-pastorali a favore di quelle maggiormente intensive. 

L’Ofride fior d’ape (Ophrys apifera) deve il suo nome alle sembianze dei fiori, che alludono nelle forme e nei colori agli insetti Imenotteri. Questa non è solo una casualità: le orchidee del genere Ophrys sono infatti abili ingannatrici e per riprodursi mettono in gioco una vera e propria trappola sessuale. Gli insetti maschi vengono attratti efficacemente dalle fattezze dei fiori che ricordano in ogni particolare delle femmine intente a succhiare nettare. Inoltre, per completare il sottile inganno queste piante emanano delle sostanze volatili (feromoni) che stimolano sessualmente i maschi ad aggrapparsi saldamente. Nel tentativo di accoppiarsi raccoglieranno sul loro corpo le masse polliniche che viaggeranno con lo stesso meccanismo al fiore successivo. L’Ofride fior d’ape, tuttavia, di regola si riproduce autonomamente: le masse polliniche portate da sottili filamenti nella parte alta del fiore, cedono lentamente in modo da entrare in contatto con l’organo femminile e assicurare la produzione di seme anche in assenza di impollinatori.

L’Ofride fior d’ape si presenta come una pianta slanciata e robusta, con dimensioni che variano dai 15 ai 60 cm. Le foglie basali sono riunite in rosetta, sono ovato-lanceolate e di colore verde chiaro. Le cauline sono lanceolate e più o meno guainanti il fusto. Le brattee sono grandi, ovato-lanceolate e fogliacee. L’infiorescenza è di norma lassa, con un numero di fiori che varia da 3 a 15. Questi sono abbastanza grandi e particolarmente vistosi. I sepali sono oblunghi, e ribattuti all’indietro, con una colorazione che varia dal rosa intenso al bianco e con venature verdi. I petali sono di gran lunga più corti e triangolari, verdastri e pubescenti. Il labello, il petalo centrale, è trilobo, di color bruno scuro. I lobi laterali, più corti rispetto al centrale, formano delle gibbosità coniche, più o meno pubescenti. Il labello si presenta ovale e arrotondato sui bordi, con una macula molto appariscente formata da una fascia bruno-grigiastra circondata da una sottile fascia gialla. La macula delimita nettamente il campo basale del labello stesso, di norma aranciato. Sono presenti ulteriori piccole macchie gialle nella parte distale del labello. Caratteristico è il rostro incurvato a “S”, visibile nella parte alta del fiore. La capsula è grossa e oblunga, con marcate costolature.

Ophrys apifera Huds.

Ophrys apifera Huds.

Ophrys apifera Huds.



Il progetto di tutela e conservazione delle Orchidee spontanee della Villa Comunale di Atri è stato realizzato con il patrocinio di
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: