La pianta della settimana: Siphonostylis unguicularis

Cari amici di Flora d’Abruzzo,

oggi vi proponiamo un articolo diverso, ci spostiamo su altri moli e navighiamo per altre rotte! Lasciamo l’etnobotanica (momentaneamente si intende) per approdare all’istologia vegetale!!!

E siano sclereidi, parenchima, mesofillo e fasci vascolari insieme agli altri tessuti vegetali di una specie di rara bellezza a noi cara in quanto siamo stati i primi a segnalarne la presenza in Abruzzo.

Ne abbiamo già parlato nei mesi scorsi ma ora il Siphonostylis unguicularis (Poir.) Wern.Schulze – Iris a foglie strette –  è finalmente in fioritura nel territorio di Atri (TE).

Bando alle chiacchiere, nella galleria fotografica troverete la novità, oltre alle “classiche” foto in campo ci saranno delle foto catturate dall’oculare di uno stereoscopio che abbiamo ereditato e che suscita in noi ricordi di una vita, una vita bellissima.

Siete pronti???

Particolare dell’antera allo stereoscopio con ingrandimento sui granuli pollinici.
Particolare di sezione trasversale dell’ovario allo stereoscopio.
Particolare di sezione trasversale di scapo fiorale fotografato al tempo (t) 0 , dopo 15 minuti e dopo 45 minuti dal taglio. Si nota la perdita d’acqua e il rinsecchimento dei tessuti. L’elevato turgore cellulare dovuto alla presenza di acqua nelle cellule crea una pressione tale da garantire la stabilità meccanica nelle piante erbacee.
Particolare di sezione trasversale di foglia allo stereoscopio.

 

Betula pendula: una luce nel bosco

“Gaudet frigidis Sorbus, sed etiam magis Betulla,

Gallica haec arbor mirabili candore atque tenuitate,

terribilis magistratuum virgis, eadem

circulis flexilis, item corbium costis.”

(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, liber XVI).

“Il sorbo ma ancor più la Betulla, prospera nelle regioni fredde.

La Betulla è un albero della Gallia, sorprendente per il colore candido del legno e l’elasticità del tronco;

è una pianta destinata ad incutere rispetto, perché dai suoi rami si ricavano le verghe dei magistrati;

la sua flessibilità la rende adatta per fare cerchi e coste dei cestini.”

Con questi eleganti versi Plinio il Vecchio (23 – 79) descrive ecologia, origine, tradizioni e uso della Betulla condensando in poche ed efficaci parole il suo posto nella Natura e il suo ruolo nella vita degli Uomini.

L’articolo di oggi vi racconta della Betula pendula Roth. della sua eleganza, della sua luce nelle chiarie del bosco, del pallore della sua epidermide lignea come il volto bianco Siberia di una ragazza del Nord. Del suo rigenerare una foresta incenerita quasi a voler portare il freddo per dissipare il calore del suolo bruciato. Della sua leggenda di albero catartico, della linfa purificatrice del corpo e verga dello spirito. In Abruzzo è rara, un relitto glaciale sopravvissuto in piccole nicchie. Perché l’abbiamo scelta? Perché è una minoranza e come ogni minoranza va conosciuta, preservata e protetta.

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La pianta della settimana: Sternbergia lutea

In questo mese c’è una bellissima erbacea che sta tingendo di giallo vivo le nostre settimane in Abruzzo e vorremmo scriver…

  • Ah si, ho capito, è l’inula viscosa!

Di lei abbiamo già parlato, stavolta vogliamo scrivere di una specie un po’ più particol…

  • Ah beh allora è il Senecione serpeggiante!

Mmmmmm quasi, ma lasciami il tempo di spiegar…

  • Ce l’ho: Pulicaria dissenterica!

Non proprio, però se mi facessi finir…

  • Calendula! Iperico! Enotera! Asterico spinoso! Tarassaco! Cocomero asinino!

BASTA, ASPETTA! (caspita quanto giallo in questo mese, però)

  • Scusa……..Ruchetta selvatica?

STERNBERGIA LUTEA!

Cari amici di Flora d’Abruzzo, con questa piccolo dialogo tratto da una storia vera vi introduciamo un’erbacea affascinante ma talvolta ignorata che fa capolino nei prati, negli incolti, al margine dei boschi di latifoglie ma anche in zone più aride come i pascoli sassose: Sternbergia lutea (L.) Ker Gawl. ex Spreng. altresì conosciuta con il nome comune di Zafferanastro giallo. Leggi tutto “La pianta della settimana: Sternbergia lutea”

La pianta della settimana: Spiranthes spiralis

La stagione delle Orchidaceae è giunta ormai al termine ma un’ultima specie fa capolino in questi giorni, annunciando la fine della bella stagione e l’arrivo delle nebbiose giornate autunnali: stiamo parlando dell’orchidea spiralata…conosciamola meglio!

Spiranthes spiralis (L.) Chevall.                                                                                Viticcini autunnali, trecce di dama (in inglese autumn lady’s tresses)      Orchidaceae                                                                                                                      Forma biologica: G rhiz                                                                                                      Tipo corologico: Europ.-Caucas.                                                                        20/09/2020

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La pianta della settimana: Artemisia eriantha

Cari amici di Flora d’Abruzzo, eccoci tornati con la PIANTA DELLA SETTIMANA!

Durante questa interruzione estiva abbiamo lasciato tastiera e computer e, zaino in spalla, ci siamo avventurati negli angoli d’Abruzzo. Ricominciamo con una pianta legnosa di modestissime dimensioni, un “cespuglietto nano” secondo il Pignatti ma di cui c’è da andare davvero orgogliosi per bellezza, rarità e testimonianza biologica. In Italia è presente solo in 4 regioni e le sommità pietrose ed aride di Majella e Gran Sasso ne ospitano un’abbondante popolazione. Scopritela con noi!

Artemisia eriantha Ten.
Assenzio rupestre, Artemisia a capolini lanosi
Asteraceae
Forma biologica: Ch suffr
Tipo corologico: Orof. S-Europ.

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La pianta della settimana: Pancratium maritimum

Le dune costiere sono un ecosistema estremo, aspro e fragile in cui tutti i fattori ecologici cedono il passo al loro peggio. In nessuna stagione si realizzano delle condizioni ottimali per vita dei vegetali: vento abrasivo carico di sabbia, aria salmastra che corrode i tessuti, irraggiamento solare come colpi di bastonatura, falda acquifera instabile e altamente salina, suolo sabbioso incapace di trattenere la poca acqua piovana disponibile e ancora le mareggiate affamate che lambiscono le coste e erodono le dune. Questi sono solo alcuni dei fattori naturali che rendono fragile la vita delle specie vegetali psammofile (“amanti” della sabbia) ai quali si sommano tutte le azioni umani direttamente e indirettamente coinvolte nella degradazione dell’ambiente naturale costiero.

Eppure proprio in questo ambiente così ostile alla vita ogni anno possiamo assistere ad una delle più generose e mirabili fioriture che la flora italiana sia in grado di regalare. Cari amici di Flora d’Abruzzo oggi vi presentiamo una pianta straordinaria:

Pancratium maritimum L.

Giglio di mare, Pancrazio marittimo

Amaryllidaceae

G bulb

Steno-Medit.

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La pianta della settimana: Paronychia kapela

Cari amici di Flora d’Abruzzo, oggi vogliamo sorprendervi con una pianta particolare, piccola e difficile da notare ma che sicuramente qualche buon osservatore avrà incontrato durante le sue passeggiate ad alta quota…

Paronychia kapela (Hacq.) A.Kern. subsp. kapela
Paronichia della Kapela
Caryophyllaceae
Forma biologica: H caesp
Tipo corologico: Medit.-Mont.

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La pianta della settimana: Digitalis micrantha

Il caldo si fa sentire e la frescura offerta dagli alberi comincia a farci gola: il fruscio del vento tra le foglie lascia spazio alle slanciate fioriture della digitale, dove il giallo fa da padrone!

Digitalis micrantha Roth ex Schweigg.
Digitale a fiori piccoli, Digitale appenninica, Ditale della Madonna
Plantaginaceae
Forma biologica: H Scap
Tipo corologico: Endem. Ital.
02/07/2020

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La pianta della settimana: Daphne mezereum

Questa settimana restiamo nella fascia vegetazionale subalpina in compagnia di un piccolo arbusto caducifoglio che spezza la monotonia del sottobosco di faggete e castagneti grazie all’intenso color lilla della corolla. In molti avranno avuto la fortuna di incontrarla, poiché in Abruzzo è presente su tutti i gruppi montuosi, ma per i meno fortunati, ecco il Fior di Stecco!

Daphne mezereum L.
Fior di stecco, Mezereo, Camelea, Pepe di monte
Thymelaeaceae
NP
Eurosiber.

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La pianta della settimana: Lonicera alpina

Il nome Caprifoglio evoca leccete mediterranee, i boschi xerofili, i profumi delle erbe aromatiche della macchia mediterranea, gli arbusteti impenetrabili ai margini dei querceti di roverella. Grandi fiori allungati che nello slancio della fioritura estiva si protraggono imperiosi come a voler imporre il loro profumo. Questa volta però parliamo sì di un caprifoglio, ma diverso: un caprifoglio montano, a fiori piccoli privi della classica brattea a coppa alla base dei peduncoli. I montanari lo chiamano “la cerace vastarde” perché i frutti simili ad una ciliegia mettono l’acquolina in bocca ma guai a mangiarli!

Lonicera alpigena L.

Caprifoglio alpino, Madreselva alpina, Ciliegia bastarda

Caprifoliaceae

P caesp

Orof. S-Europ.

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