Cari amici di Flora d’Abruzzo, eccoci ritrovati con la nostra rubrica “La pianta della settimana” Oggi vi presentiamo una specie erbacea molto diffusa nelle campagne, nei parchi, nei giardini e nelle aree verdi delle nostre città e che, in questi giorni di isolamento necessario, potremmo avere la fortuna di osservare dalle finestre e dai balconi.
Buona lettura!

Allium neapolitanum Cirillo
Aglio napoletano
Amaryllidaceae
Forma Biologica: G bulb
Tipo corologico: Steno-Medit.

“Primavera non bussa lei entra sicura, come il fumo lei penetra in ogni fessura” cantava nel 1971 il caro Faber e se volessimo identificare la stagione incipiente con un vegetale, beh, non potremmo con considerare l’Allium neapolitanum.
L’aglio napoletano è una pianta erbacea perenne recante un piccolo bulbo contornato da numerosi bulbilli arrossati che ne assicurano la propagazione vegetativa più efficacemente del seme. L’altezza della pianta varia dai 20 ai 50 cm e alla sommità degli scapi fiorali svetta una graziosa infiorescenza ad ombrella colma di profumatissimi fiori bianchi a forma di stella, delicati ed ermafroditi composti da 6 petali e antere scure che ingialliscono con l’età.
L’impollinazione di questo scrigno vegetale è appannaggio di api e altri imenotteri pronubi e nel gergo tecnico l’impollinazione viene definita entomofila.
Le 2 o 3 foglie nastriformi possono raggiungere i 35 cm di lunghezza negli esemplari più grandi e proteggono come una guina lo stelo fiorale durante la sua maturazione.

L’etimologia del nome generico deriva dal celtico “ALL”, nel significato di caldo bruciante in riferimento esplicito all’odore e al sapore intensi del bulbo di questa pianta mentre il termine specifico si riferisce alla zona di crescita preferita dalla specie. Tuttavia l’epiteto neapolitanum non deve ingannarci poiché questo aglio è comunemente diffuso in tutta Italia e vegeta in luoghi freschi ed umidi, tendenzialmente ombrosi in prati, bordi stradali, parchi pubblici e giardini ma anche radure boschive.
La fioritura dell’aglio napoletano va marzo a giugno e corrisponde al periodo ottimale per la raccolta di steli, foglie e bulbi. Essi possono essere consumati freschi in insalate o cotti in minestre di verdure, risotti e frittate. Anche i bulbi essiccati trovano impiego nella cucina tradizionale e possono essere degli ottimi surrogati dell’aglio coltivato poiché hanno un sapore meno pungente.

L’aglio napoletano condivide con l’aglio coltivato tutte le virtù officinali del genere Allium e i suoi principi attivi hanno proprietà antisettiche, espettoranti, ipotensive, stimolanti, toniche e vermifughe.
Tra i numerosi principi attivi dell’ Allium neapolitanum (come anche nelle altre specie del genere Allium) si trova l’Alliina un amminoacido presente nell’aglio fresco non contuso. Quando l’alliina viene degradata dall’enzima aliinasi in acido piruvico e acido 2-propensul-fenico essa si trasforma in allicina, un composto organico a base di zolfo dotato di spiccata attività antibatterica.
L’allicina quando viene a contatto con l’aria si trasforma in disolfuro di diallile che è il responsabile del caratteristico odore pungente dell’aglio.
Tra gli altri composti organici presenti nell’aglio si trovano anche l’ajone un antiaggregante piastrinico che inibisce l’attività delle piastrine e ha effetto antitrombotico. Inoltre sono stati individuati altri composti quali garlicina e alisina dotati di attività antibiotica.

La medicina popolare abruzzese dei secoli passati non era al corrente della chimica vegetale ma la continua trasmissione orale di rimedi e ricette unita alla necessità di curarsi con ciò che si aveva a disposizione aveva individuato nell’ aglio napoletano fresco pestato un pronto rimedio contro infiammazioni epidermiche e prurito.

ATTENZIONE: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi officinali sono riportati per puro scopo divulgativo, pertanto Flora d’Abruzzo declina ogni responsabilità sull’ utilizzo a scopo curativo, alimentare o estetico.