Buongiorno amici di Flora d’Abruzzo, vi presentiamo la nuova “Pianta della settimana”, buona lettura!

Calendula arvensis (Vaill.) L.
Fiorrancio selvatico, calendula dei campi, calenzola
Asteraceae
Forma biologica: H bienn
Tipo corologico: Euri-Medit.

Piccole perle arancioni annunciano l’avanzare della bella stagione: sono fiori di calendula dei campi che con il loro profumo intenso cominciano ad arricchire campi e prati. Lo stesso William Shakespeare decanta questi fiori nei suoi sonetti: “…I favoriti dei grandi prìncipi schiudono i loro bei petali come la calendula sotto l’occhio del sole“.

Seppur indicata dai Greci come “Caltha” si conoscono tanti altri nomi di questo fiore: “Fiorrancio”, “Sposa del sole”, perché si gira al girar del sole, “Orologio dei contadini”, perché si apre con il primo sole e si richiude al tramonto. Il nome calendula deriva da “calende”, ovvero il primo giorno di ciascun mese nel calendario romano, quello della luna nuova. Il rapporto con l’inizio del mese si deve intendere in senso figurato, cioè che durante la bella stagione essa fiorisce mensilmente, così come nel calendario romano la luna rispuntava, simile a una sottile falce lattea, alle calende di tutti i mesi che allora erano lunari. Questo rapporto è inoltre rifesso dai frutti della calendula, gli acheni, somiglianti nella forma alla prima falce di luna. L’epiteto specifico del nome deriva dai luoghi in cui questa pianta vegeta.

Nella mitologia la calendula è legata al pianto della dea Afrodite (Venere per i romani): la dea, profondamente addolorata per la morte del giovane amante Adone, pianse lacrime che, toccando terra, si tramutarono presto in calendule. Forse è questo uno dei motivi per cui i Greci, nella loro arte, raffiguravano il dolore con i tratti di un giovanetto che teneva in mano una corona di calendula. Per questo motivo nella simbologia ottocentesca è diventata simbolo di inquietudine, angoscia e disperazione.

Comune in tutto il territorio abruzzese, abita campi, incolti e margini stradali. La “calendre”, così come viene indicata questa pianta nel dialetto regionale, presenta numerose proprietà legate ai principi attivi: carotenoidi, saponine, gomme, mucillagini, olii essenziali, flavonoidi, poliacetilene. Tra le molteplici proprietà ricordiamo quelle antinfiammatorie, antispastiche, antisettiche, digestive. Per uso esterno è indicata per piaghe, ustioni e contusioni. Inoltre, è particolarmente efficace nei dolori mestruali e nella regolazione del flusso.
Nella tradizione rurale abruzzese, foglie e assi fiorali, oltre a essere mangiati come verdure lesse nelle “misticanze”, venivano utilizzate in decotto contro il mal di ventre delle vacche. Inoltre, veniva impiegata per tingere di giallo utilizzando come mordente l’allume.

ATTENZIONE: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi officinali sono riportati per puro scopo divulgativo, pertanto Flora d’Abruzzo declina ogni responsabilità sull’ utilizzo a scopo curativo, alimentare o estetico.