Tag: Flora d’Italia

Betula pendula: una luce nel bosco

“Gaudet frigidis Sorbus, sed etiam magis Betulla,

Gallica haec arbor mirabili candore atque tenuitate,

terribilis magistratuum virgis, eadem

circulis flexilis, item corbium costis.”

(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, liber XVI).

“Il sorbo ma ancor più la Betulla, prospera nelle regioni fredde.

La Betulla è un albero della Gallia, sorprendente per il colore candido del legno e l’elasticità del tronco;

è una pianta destinata ad incutere rispetto, perché dai suoi rami si ricavano le verghe dei magistrati;

la sua flessibilità la rende adatta per fare cerchi e coste dei cestini.”

Con questi eleganti versi Plinio il Vecchio (23 – 79) descrive ecologia, origine, tradizioni e uso della Betulla condensando in poche ed efficaci parole il suo posto nella Natura e il suo ruolo nella vita degli Uomini.

L’articolo di oggi vi racconta della Betula pendula Roth. della sua eleganza, della sua luce nelle chiarie del bosco, del pallore della sua epidermide lignea come il volto bianco Siberia di una ragazza del Nord. Del suo rigenerare una foresta incenerita quasi a voler portare il freddo per dissipare il calore del suolo bruciato. Della sua leggenda di albero catartico, della linfa purificatrice del corpo e verga dello spirito. In Abruzzo è rara, un relitto glaciale sopravvissuto in piccole nicchie. Perché l’abbiamo scelta? Perché è una minoranza e come ogni minoranza va conosciuta, preservata e protetta.

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La pianta della settimana: Sternbergia lutea

In questo mese c’è una bellissima erbacea che sta tingendo di giallo vivo le nostre settimane in Abruzzo e vorremmo scriver…

  • Ah si, ho capito, è l’inula viscosa!

Di lei abbiamo già parlato, stavolta vogliamo scrivere di una specie un po’ più particol…

  • Ah beh allora è il Senecione serpeggiante!

Mmmmmm quasi, ma lasciami il tempo di spiegar…

  • Ce l’ho: Pulicaria dissenterica!

Non proprio, però se mi facessi finir…

  • Calendula! Iperico! Enotera! Asterico spinoso! Tarassaco! Cocomero asinino!

BASTA, ASPETTA! (caspita quanto giallo in questo mese, però)

  • Scusa……..Ruchetta selvatica?

STERNBERGIA LUTEA!

Cari amici di Flora d’Abruzzo, con questa piccolo dialogo tratto da una storia vera vi introduciamo un’erbacea affascinante ma talvolta ignorata che fa capolino nei prati, negli incolti, al margine dei boschi di latifoglie ma anche in zone più aride come i pascoli sassose: Sternbergia lutea (L.) Ker Gawl. ex Spreng. altresì conosciuta con il nome comune di Zafferanastro giallo.

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Orchis purpurea: sensualità ed inganno del mondo vegetale

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Bellezza raffinata, mistero, amore carnale e seduzione maliziosa, da sempre alle orchidee è stato assegnato un posto d’onore nella cultura e nella farmacopea popolare.  Le antiche civiltà del Mediterraneo le annoveravano tra i più potenti afrodisiaci e nel Medioevo erano l’ingrediente essenziale dei filtri amorosi. I poètes maudits le esaltarono per la forma insolita e complessa del fiore, fallace ed evocativa proprio come una femme fatale. Non a caso Oscar Wilde nel suo “Ritratto di Dorian Gray” scrisse: “Ieri colsi un’orchidea per mettermela all’occhiello; era una mirabile cosa, tutta macchiata, efficace come i sette peccati mortali.”

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Anemone hortensis: la stella dei prati

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Anemone hortensis L. (Anemone stellata, Anemone fior di stella, Anemone degli orti) è una graziosa pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae. In queste settimane i nostri occhi possono arricchirsi alla vista dei prati primaverili che iniziano a colorarsi e nella tavolozza della natura non può certo mancare questa piccola erbacea dai petali azzurro-violetti. Scopriamo insieme quali sono le caratteristiche della specie e le storie ed essa legata.

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Arctostaphylos uva-ursi: L’uva degli orsi

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L’Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng. (Uva ursina, Orsella, Ramoliva) è un tenace arbusto prostrato appartenente alla famiglia delle Ericaceae. Purtroppo è ormai raro e per avere la fortuna di incontrarlo bisogna indossare di giacca, zaino e scarponi e inerpicarsi dai 600 ai 2500 metri attraversando il piano montano e subalpino, fino ad arrivare a quello alpino.

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