Buongiorno cari lettori, continua la nostra rubrica con la “Pianta della settimana”. Oggi parliamo di una specie comune nella nostra regione, ma assolutamente da non sottovalutare!

Vinca major L. susbp. major
Pervinca maggiore
Apocynaceae
Forma Biologica: Ch rept
Tipo corologico: Euri-Medit.

“So perché sempre ad un pensier di cielo,

misterïoso il tuo pensier s’avvicina,

sì come stelo tu confondi a stelo,

vinca pervinca;

Così scriveva della pervinca Giovanni Pascoli nella sua raccolta Myricae, dipingendola con un simbolismo malinconicamente celeste. Lo stesso Jean-Jacques Rousseau, nel 1736 se ne innamorò follemente, tanto da persuadere i giardinieri del parco delle Charmetes, dove era ospite, a piantarla in tantissime aiuole. Conosciamola meglio!

Il nome della famiglia, Apocynaceae, deriva dal genere Apocynum che in greco significa “contro il cane”, da “apo” = contro e “kion” = cane. Questa etimologia viene fatta risalire a Dioscoride che spiegava come tale pianta fosse molto velenosa per i cani a causa dei suoi vasi laticiferi. Viene quindi da subito esaltata la tossicità insita in questa specie. Il nome del genere, Vinca, è legato ad un’altra particolarità: deriva dal latino “vincire”, legare, dato che i lunghi getti striscianti erano impiegati per confezionare ghirlande. Un’altra ipotesi sull’origine del nome Vinca è che esso derivi dalla parola “vincere”, nel senso di “combattere”. Nel caso della pervinca è inteso come “lottare” contro l’inverno attraverso le foglie sempreverdi.

Nel territorio abruzzese viene indicato con nomi più generici, ad esempio campanille vijole (Campanelli viola), o con nomi che richiamo la sua potenziale tossicità come vijole de li sirpe (Viola delle serpi). Vegeta in boschi, siepi, parchi e lungo i corsi fluviali, da 0 a 800 m s.l.m.

Fin dal passato la pervinca è stata impiegata per la cura di moltissime patologie e ad oggi è un rimedio apprezzato contro cefalee, vertigini, disturbi della memoria e arteriosclerosi. Le foglie vengono utilizzate per estrarre la vincamina, un alcaloide che entra nella composizione di farmaci in grado di aumentare la funzionalità del sistema nervoso centrale (vasodilatatore ed ipotensivo della circolazione cerebrale) e nella medicina geriatrica. Le foglie possono essere usate contro il catarro cronico, l’enterite, la diarrea, le emorroidi, la leucorrea.

In Abruzzo, a causa della sua tossicità, veniva cautamente impiegata in decotto di foglie contro le emorragie e gli spasmi del ventre. Era ben nota infatti alle popolazioni locali la sua efficace azione emostatica. Allo stesso modo, in tanti altri paesi europei si attribuiva alla pervinca la proprietà di arrestare il flusso di sangue: ad esempio, in caso di epistassi, veniva posta una ghirlanda di fiori al collo del malato. Accanto agli usi medicinali non mancano quelli legati al culto della morte: corone di pervinca veniva realizzate per adornare i defunti. Nell’Inghilterra medioevale i condannati a morte solevano portare alcuni rami prima di morire. Allo stesso tempo, fiori di pervinca venivano sparsi davanti agli sposi ed era usanza mangiare da parte di marito e moglie alcune foglie per propiziare l’amore.

ATTENZIONE: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi officinali sono riportati per puro scopo divulgativo, pertanto Flora d’Abruzzo declina ogni responsabilità sull’ utilizzo a scopo curativo, alimentare o estetico.