Cari amici di Flora d’Abruzzo, come di consueto ecco a voi LA PIANTA DELLA SETTIMANA!

Globularia bisnagarica L.
Vedovella dei prati, Globularia allungata
Plantaginaceae
Forma Biologica: H scap
Tipo corologico: S-Europ.

Sono le settimane del risveglio del sottobosco ed un sole rattrappito e scricchiolante si fa strada tra le gemme dei frassini, dei sorbi selvatici, degli aceri e dei faggi pronte a vagire al calore dei primi raggi. È il risveglio dei prati e dei pascoli montani, taluni grassi e freschi altri magri e sassosi.

Ed è proprio nei prati soleggiati e sassosi, aspri di rocce affioranti, che vegeta la nostra protagonista: Globularia bisnagarica L. comunemente conosciuta come Vedovella dei prati.

Si presenta come una pianta erbacea perenne, portante un breve rizoma legnoso, ed alta tra i 10 e i 30 cm. Il fusto eretto e turgido porta piccole foglie semplici a margine intero di forma lanceolata. Quest’ultime sono chiamate caulinari e si contrappongono alle foglie della rosetta di forma obovata-spatolata smarginate e lievemente dentate all’apice lunghe ± 10 cm dette foglie basali.

Ogni scapo fiorale termina con un singolo grazioso capolino di forma globosa o emisferica circondato da brattee embricate atte a proteggere il fiore. Il colore indaco è dato dai pigmenti della corolla e i piccoli punti blu scuro sono dovuti alla colorazione dello stimma.  L’antesi avviene tra marzo e giugno e produce un achenio allungato di color marrone chiaro.

La vedovella dei prati è un’erbacea molto comune in Abruzzo e può essere facilmente osservata in tutto il territorio regionale, nonché nazionale ad eccezione di Sardegna e Sicilia, nei pascoli e nei prati sassosi aridi dal livello del mare fino ai 1500 metri di altitudine.

Come molte specie vegetali anche la G. bisnaragica possiede proprietà velenose che la rendono tossica ed indesiderata agli erbivori. Nelle foglie è presente una classe di metaboliti secondari chiamati iridoidi che si trovano in una grande varietà di piante e in alcuni animali, tra cui le formiche del genere Iridomirmex da cui questi metaboliti prendono il nome. Alcuni di essi quali globulariacitrina, globulariosido, globularina hanno delle proprietà stimolanti il sistema nervoso e se assunti in dosi eccessive possono risultare tossici.

Prima di lasciarci vi lanciamo una sfida, scrivete nei commenti se e dove avete incontrato questa graziosa pianta primaverile e il nome popolare con cui la conoscete!

Ciao dal Team di Flora d’Abruzzo!