Ecco a voi la “LA PIANTA DELLA SETTIMANA”: giallo è il colore dei suoi piccoli fiori e il suo fusto è delicato e cosparso di peli, non più alto di 50 cm. Di chi stiamo parlando?

Cruciata laevipes Opiz
Crocettona comune, Cruciata comune
Rubiaceae
Forma biologica: H scap
Tipo corologico: Eurasiat.
02/06/2020

La famiglia delle Rubiaceae comprende oltre 13.000 specie appartenenti a più di 600 generi diffuse in tutto il globo (Coffea arabica vi ricorda qualcosa?). La flora italiana conta 8 generi tra cui i più conosciuti Galium e Asperula annoverano numerose specie. Il genere Cruciata deve il suo nome alla particolare disposizione delle 4 foglie, ovvero verticillate (inserite sullo stesso nodo intorno al fusto) e disposte a croce. L’epiteto specifico in questo caso fa riferimento ad una caratteristica che in genere non si riscontra in questa specie: “laevipes” deriva dal latino “laevis” = liscio, imberbe e “pes” = piede, fusto, ovvero “a fusto glabro”. Al contrario, i fusti della crocettona comune sono cosparsi di fitti peli patenti lunghi 1-2 mm.

Il suo utilizzo medicinale, più comune in passato è stato quasi completamente abbandonato oggi. Per uso esterno, veniva solitamente impiegata per lenire le ferite, mentre per uso interno le foglie venivano utilizzate in decotto vinoso per trattare le ostruzioni dello stomaco e dell’intestino e per stimolare l’appetito. Possiede proprietà astringenti, diuretiche e vulnerarie ed era anche impiegato come rimedio contro reumatismi, idropisia ed ernia.

In Abruzzo è comunemente conosciuta come cruciola e il suo uso tradizionale è alquanto curioso: veniva raccolta e triturata fresca tra due pietre e il succo veniva bevuto contro i vermi (Tammaro, 1984). La troviamo in tantissimi ambienti: dal livello del mare alla fascia montana fino a 1500 m s.l.m., negli incolti, lungo i margini stradali, ai margini dei boschi e su suoli ricchi. L’antesi va da aprile a luglio. In Italia nonché in Abruzzo troviamo altre due specie appartenenti al genere Cruciata: C. glabra, perenne, che si distingue principalmente per l’assenza di bratteole sui peduncoli dell’infiorescenza che sono glabri al contrario di C. laevipes e per il fusto generalmente privo di peli; C. pedemontana al contrario delle altre due specie è pianta annua ed è dotata di fusti molto più gracili. Anche i loro habitat sono tendenzialmente differenti: C. glabra cresce ai margini di boschi misti mesofili, arbusteti e in luoghi umidi ed ombrosi, mentre C. pedemontana preferisce ambienti più aridi.

Conoscete qualche altro uso o tradizione legata a questa pianta? Scrivetelo nei commenti!

ATTENZIONE: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi officinali sono riportati per puro scopo divulgativo, pertanto Flora d’Abruzzo declina ogni responsabilità sull’ utilizzo a scopo curativo, alimentare o estetico.