“Abbondanti sono le erbe medicinali che trovansi negli Abruzzi […] la Majella specialmente n’è ricca, ed i medici de’ luoghi vicini adoperano con efficacia la Gentiana lutea e la Gentiana acaulis invece della china…” scriveva il De Renzi nel 1828 a proposito di quelli che egli chiama “rimedi indigeni”, di cui tanto è ricco l’Abruzzo.
La Gentiana lutea L. (Genziana maggiore, Genziana gialla, Gensara, Ensiana, Giansana, Argiansana, Erva biunnina) appartiene alla famiglia delle Gentianaceae che comprende una settantina di generi e circa ottocento specie. Le piante appartenenti a questa famiglia sono principalmente erbacee, in quanto esistono pochi esemplari a portamento arbustivo e arboreo, e largamente distribuite nella fascia temperata. La nostra flora è ben rappresentata e ospita dieci generi di Gentianaceae.


Fiorisce con riserbo e senza dare nell’occhio, le due sole foglie avviluppano i fiori in un abbraccio protettivo preservando la riproduzione. L’umile altezza del fusto la fa passare inosservata tanto da poterci camminare a fianco senza accorgersene. Ma la chiave non è la vista, bensì l’olfatto. Quando i tepali si aprono liberano nell’ aria una delle fragranze più gradevoli del regno vegetale, riempiendo boschi e valli. Di chi stiamo parlando? 




L’
Il Cyclamen hederifolium Aiton (Ciclamino napoletano, Ciclamino autunnale, Panporcino) è una graziosa erbacea che appartiene alla famiglia delle Primulaceae e in questo periodo si possono osservare le sue dense fioriture nei sottoboschi di latifoglie in procinto di spogliarsi. Questa specie è sorella di un altro ciclamino: il Cyclamen repandum Sm. il quale fiorisce in primavera (marzo-maggio) ed è utilizzato per adornare una corona circolare di fiori detta “majo” nella festività del primo maggio a San Giovanni Lipioni (CH) (Manzi 2003).