Cari amici di Flora d’Abruzzo! Eccoci con la nostra rubrica “LA PIANTA DELLA SETTIMANA”. Oggi vi presentiamo una pianta molto apprezzata e che regala gioie ai nostri occhi ogni primavera, buona lettura!

Iris germanica L.
Giaggiolo paonazzo, Giaggiolo germanico, Iris germanica
Iridaceae
Forma Biologica: G rhiz
Tipo corologico: Criptogenica

“Tra i fiori della mamma, ce n’era uno che si chiamava Iris e che gli piaceva particolarmente. Accostò la guancia alle lunghe foglie verde chiaro, passò le dita sui bordi taglienti, aspirò a fondo il profumo delle splendide corolle, vi guardò dentro. Dal fondo azzurrastro di questi si levavano file di dita gialle, e fra queste correva un sentiero più chiaro che sprofondava nel calice e nel lontano, azzurro segreto del fiore.”

Con queste parole lo scrittore e premio Nobel Herman Hesse (1877 – 1962) descrive il fiore delle Iris attingendo dal lessico botanico per mescolarlo allo stupore delle prime scoperte di un bambino. E a ben vedere non è affatto strano ricorrere ad un linguaggio misto, promiscuo e intrecciare registri lessicali tra loro distanti per raccontare la complessa architettura fiorale delle Iris. Petali, sepali, antere, brattea e altri termini ormai noti non bastano più e, dunque, che sia tripudio di ali, vessilli, barbe, creste, spate, unghie e lembi!

D’altronde mescolanza, complessità e variabilità sono caratteri distintivi di questo genere. A partire dal nome Iris, derivante dal greco antico Ἶρις = arcobaleno a ricordare l’ampia gamma di colori assunti dai tepali esterni, passando per l’origine geografica sconosciuta (alcuni autori indicano l’Asia come probabile zona di origine) fino ad arrivare alla classificazione tassonomica che non è ancora riuscita a trovare una chiave univoca capace di armonizzare tutte le esigenze di chiarezza necessarie per ordinare il genere.

La Iris più comune nel nostro territorio è Iris germanica L., una pianta erbacea perenne alta fino ad 1 m. Possiede un grosso rizoma carnoso e strisciante da cui si origina un fusto eretto cilindrico che termina con 2-4 fiori di 10 cm accompagnati da larghe brattee. Le foglie lineari sono larghe fino a 4 cm e lunghe da 20 a 40 cm, ensiniformi di colore verde glauco. Sono portate alla base ed hanno l’inconfondibile forma a ventaglio.

I fiori della Iris germanica sono generalmente di colore blu-violetto intenso ma l’incredibile variabilità genetica della specie fa sì che ci siano individui a fiore bianco, lilla e bordeaux o azzurro chiaro. Il perigonio attinomorfo è costituito da 6 tepali: tre più esterni ricurvati verso il basso (portanti la barba di peli) e tre interni incurvati verso l’alto con sfumature più chiare ondulati al margine. L’antesi avviene tra aprile e giugno e il frutto derivante è una capsula fusiforme trigona contente dei semi neri lucenti.

È diffusa su tutto il territorio regionale e vegeta nei prati erbosi, su pendii soleggiati e sassosi, ai margini dei boschi termofili e nelle garighe inoltre, poiché largamente coltivata a scopo ornamentale, è facile incontrarla in giardini ed aiuole. In Abruzzo è presente in abbondanza ai margini dei boschi tuttavia vi invitiamo caldamente a non raccogliere gli esemplari selvatici poiché potrebbero essere facilmente confusi con Iris marsica I.Ricci & Colas. una specie endemica protetta del Centro Italia da preservare per le generazioni future.

In passato la medicina popolare era solita ricorrere al rizoma essiccato per preparare polveri starnutatorie per liberare e rinfrescare le vie aeree oppure per preparare tisane e macerati utili contro cefalea, dolori mestruali, vomito ed infiammazioni intestinali e respiratorie.